A.S.D. Accademia Italiana Karate Shotokan

Vai ai contenuti

Menu principale:

Il Kumite

Il Karate Do > Kumite


Kumite significa: Kumi (incontro) Te (mano).

Nel Karate Do Tradizionale ci sono diverse fasi di kumite che progressivamente porteranno lo studente ad applicare la difesa e l’attacco con la massima velocità e determinazione senza però arrivare al contatto pieno con il bersaglio.

La parte che colpisce deve arrestarsi a un Sun domè(a tre centimetri)dal punto vitale, si può capire il perché; una tecnica di karate ben allenata e che segue i principi fisici può recare danni in modo permanente o addirittura uccidere una persona con un solo colpo.

Il Kata e il Kumite sono come due ruote di un carro, attraverso il Kata è possibile apprendere le tecniche difensive e offensive ed i movimenti del corpo, in questa forma di pratica l’avversario esiste solo nell’immaginazione.

Nel Kumite invece, i due studenti si fronteggiano ed applicano le tecniche. Di conseguenza, il Kumite può essere considerato la dimostrazione pratica dei fondamentali appresi nei Kata, cioè una forma di combattimento.

Anticamente, ad Okinawa, l’allenamento si basava quasi esclusivamente sui Kata.

In seguito alla sua introduzione in Giappone, il Karate divenne sempre più popolare, fu studiato e perfezionato il Kumite fondamentale, che inizio ad essere praticato verso la fine degli anni venti, inoltre si sviluppo il Jiyu Kumite che apparve ufficialmente per la prima volta nel 1936,quando fu organizzato un torneo in occasione della Federazione Studentesca Giapponese.

Cosi come i nostri antichi predecessori perfezionarono i Kata, lo studente deve perfezionare il Kumite, affrontando l’avversario allo scopo di acquisire una personale saldezza di spirito evitando nel modo più assoluto di vedere nel combattimento una contesa tendente ad affermare la propria capacità di prevalere su chi ci sta di fronte. Per concludere il continuo allenamento ci porta alla conoscenza di tecniche e combinazioni di difesa e attacco da applicare in tutte le direzioni con naturalezza e con la massima velocità sull’avversario /i.

Esistono tre tipi di kumite; essi sono:

Kihon Kumite, il Jiyu Ippon Kumite ed il Jiyu Kumite.

Il Kihon Kumite Si divide in: Gohon - Sanbon - Ippon.

Kihon Gohon Kumite:

E’ il primo gradino del combattimento.

Combattimento Fondamentale A Cinque Attacchi.

Dopo aver fatto il saluto in piedi(ritsurei),gli studenti assumeranno la posizione di yoi(pronti)uno di fronte all’altro ad una distanza di ottanta cm. circa, colui che attacca assumerà la posizione di zenkutsu dachi arretrando con la gamba destra è con voce ferma e sicura dichiarerà l’attacco; l’altro in fase di attesa in posizione di hachiji dachi.

Questa forma si alternerà anche dalla parte sinistra è il procedimento sarà anche per il Sanbon i l’Ippon Kumite.

Punti fondamentali di studio:

A)Eseguire il kamae con la massima forza;

B)Forza e potenza in attacco e difesa;

C)Massima stabilità;

D)Precisione negli spostamenti, attacchi e difese;

E)Controllo nel contrattacco.

Gli attacchi vanno eseguiti in posizione frontale (Shomen).

Le difese in posizione (Hanmi).

Kihon Sanbon Kumite:

Come il Gohon ma le tecniche sono tre.

Kihon Ippon Kumite:

Combattimento Fondamentale A Un Attacco.

Il Kihon Ippon è la parte più importante dei tipi di kumite fondamentali; questo potrebbe essere considerato il kata fondamentale per il combattimento.

Di fronte ad un attacco improvviso, la parata deve’ essere precisa e potente e man mano si cresce di abilità esecutiva delle tecniche occorre imparare ad eseguire il contrattacco simultaneamente alla parata.

Il Kihon Ippon da esattamente da la possibilità di studiare queste tre fasi psicofisiche e sono:

La prima è l’azione, la seconda, l’attesa e la terza la reazione.

Se non dominiamo il nostro corpo dopo ché l’avversario ha dichiarato la tecnica che eseguirà, saremo certamente vulnerabili, viceversa se siamo calmi con il corpo ma pronti con la mente, questo è impossibile che possa accadere; questa è la fase di attesa, la più difficile da controllare.

Questa forma di combattimento deve abituare lo studente ad eseguire nel più breve tempo possibile una tecnica di difesa che precede un contrattacco immediato, forte, preciso ed equilibrato.

L’allenamento dell’Ippon Kumite serve allo studio di tutte le tecniche di difesa, degli spostamenti e del Maai (distanza).

L’allenamento può essere sviluppato col sistema Ni Dan Henka.

Questa forma è riservata ai livelli di grado elevato, in quanto esige la conoscenza di alcune particolari tecniche e della loro corretta esecuzione.

Jiyu Ippon Kumite:

Combattimento semi libero a un attacco.

Gli studenti si mettono uno di fronte all’altro ad una distanza di quattro metri, in musubi dachi eseguiranno il saluto reciproco e poi verso il Maestro, essi assumono la posizione di hachiji dachi in yoi è al comando del Maestro: Jiyu Ippon Kumite, Hajime,

assumeranno avanzando contemporaneamente la posizione frontale eseguendo gedan barai e subito dopo la guardia libera sinistra a questo punto l’allievo con minor pratica con voce forte e sicura dichiarerà sia il livello che la tecnica che si appresta ad eseguire da una posizione che egli stesso sceglie, con molta forza e determinazione porterà l’attacco, l’altro para e contrattacca applicando le tecniche che conoscono, dopo il contrattacco contemporaneamente indietreggeranno eseguendo gedan barai è assumendo di nuovo il kamae. Gli studenti che intraprendono questa forma di combattimento devono avere il grado minimo di 3°kyu cintura marrone il ché vuol dire quasi tre anni di continua pratica, in quanto occorre una certa un'abilità tecnica in quanto somiglia molto al combattimento reale. Inoltre, nessuno dei due deve pensare di avere una seconda possibilità: il primo attacco o la prima parata devono essere decisive. Questo rappresenta in ultima analisi lo scopo finale di tutto l’allenamento di Karate e lo stadio preliminare al Jiyu Kumite; le parate possono essere dolorose, ma ciò non può costituire un pretesto per combattere a casaccio, cosa che può portare a veri e propri incidenti. Le tecniche di attacco verranno alternati e alla fine, mantenendo il kamae è fissandosi sempre, riconquisteranno la posizione iniziale è salutandosi reciprocamente, saluteranno il Maestro terminando l’allenamento. Nel jiyu ippon si studiano, la distanza (Maai),la respirazione (Kokyu)le finte(Kensei)e lo spostamento del corpo(Taisabaki),allo scopo di aspettare il momento opportuno per entrare nella guardia dell’avversario.

Jiyu Kumite.

Combattimento Libero.

Nel Jiyu Kumite non vi sono tecniche prestabilite, si possono applicare tutte le tecniche apprese nella pratica quotidiana del Kihon e dei Kata. Gli studenti possono liberamente utilizzare le loro capacità tecniche, fisiche e mentali, gli studenti devono controllare gli attacchi in modo assoluto prima di venire a contatto con i punti vitali dell’avversario; è solo permesso un leggero contatto a livello chudan. Un Karateka ben allenato e in grado di fare ciò indipendentemente dalla forza con cui esegue la tecnica; il jiyu kumite ha un grande fascino, forse proprio perché viene fatto sul serio. Il neofita, tuttavia conoscendone soltanto gli aspetti più superficiali e venendone attratto, finisce per usare meccanicamente le braccia e le gambe, ed il kumite è quello che può assomigliare più facilmente a quello che assomiglia a dei galli da combattimento; o tutt’al più alla rissa.Quando ciò avviene, è andata persa la caratteristica originaria del Karate Do (distruggere l’avversario con un solo colpo). Inoltre vengono violate le regole del Karate Do, senza aver compreso i seguenti concetti: Il kamae - La posizione - Lo sguardo - La distanza - La strategia - Il ritmo - Il modo di assumere l’iniziativa.

Il kamae ci deve consentire di muoverci in qualsiasi direzione in attacco e difesa.

Posizione, non deve essere statica, ma flessibile; è buona regola non incrociare le gambe; per non intralciare gli spostamenti, mantenere la pianta dei piedi ben aderenti al suolo.

Lo sguardo deve focalizzarsi su un punto oltre l’avversario, per vedere tutto il suo corpo e non vanno mossi continuamente.

La distanza significa mentenersi lontano dall’avversario, standogli il più vicino possibile è comunque cambia a secondo dell’avversario.

La strategia quando l’avversario attacca, rompere la sua difesa ed attaccare, in questo caso viene prima la strategia e poi la tecnica. L’attacco nasce da movimenti che mutano continuamente la difesa da una posizione costante, ciò significa rompere la posizione dell’avversario, controllarlo strategicamente ed attaccare; in questo caso viene prima la tecnica e poi la strategia.

Il ritmo è importante come tutte le cose, il cuore ha il suo ritmo, la musica ecc.. il kumite ha il suo.

L’importante è capire quello dell’avversario per non subirne il ritmo dei suoi attacchi, è indispensabile spostarsi, fermarsi e cambiare il ritmo del movimento e delle finte.

L’iniziativa, iniziando un incontro di kumite, entrambi gli avversari possono assumere le seguenti iniziative:

Sen = consiste nel portare l’attacco prima del nostro avversario;

Sen no Sen = quando l’avversario attacca, intuirlo e prima che possa incominciare la sua tecnica, contrattaccare;

Go no Sen = è la fase di attesa, dopo che l’avversario ha attaccato e noi abbiamo parato o deviato l’attacco, contrattacchiamo.

Se non si sono ben comprese questi principi non si può praticare il Jiyu Kumite Tradizionale.

Tecniche Particolari

Tutte le tecniche di karate hanno alla base un continuo studio e ricerca.

De ashi barai. = Spazzata del piede.

Questa tecnica può essere eseguita come disturbo o come proiezione. Serve a rompere la concentrazione mentale e l’equilibrio.

Harai. = Spazzata con la mano.

Serve a rompere la concentrazione mentale e la guardia.

Nage waza. = Tecniche di proiezione.

Il Nage waza comprende tutte le tecniche di proiezione.

Anche se il Karate si basa su tecniche come: tsuki - uchi - uke e keri, con lo studio particolare si ricercano tecniche di proiezione che sono generalmente portati per creare uno squilibrio e un’apertura nella guardia dell’avversario per poi attaccarlo con un colpo definitivo, inoltre le tecniche di leve e di lussazione.

Ukemi. = Cadute.

Esistono tre tipi di caduta:

Mae ukemi = Caduta in avanti.

Yoko ukemi = Caduta laterale.

Ushiro ukemi = Caduta all’indietro.

Torna ai contenuti | Torna al menu